Love Is A Dog From Hell

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"I have more faith in my plumber than I do the eternal being. Plumbers do a good job. They keep the shit flowing." (Charles Bukowski)

Friday, April 30, 2010

ODIO I TESTIMONI DI GEOVA


odio i testimoni di geova. quando le parole si fissano sul foglio di carta uno e’ tentato di pensare in grande. una roba del tipo odio berlusconi fassino quel finocchio di lapo elkan maria de filippi odio l’america la russia una roba del genere insomma. quando ero un giovane punk odiavo pippo baudo e la sua domenica in. ma adesso no. odio i testimoni di geova. loro e le loro rivistine del cazzo. fanculo. fanculo. fanculo.


ieri notte sono uscito. le quattro mura della squallida stanzetta d’albergo stavano diventando strette. avevo bisogno di una boccata d’aria ed era passata abbondantemente la mezzanotte il che nel mio gergo significa scarso rischio di trovare spaccacazzo. manco da un bel po’ e l’ultima cosa di cui ho bisogno e’ un ciao guarda chi si vede come stai ma che fine hai fatto dai racconta eh ma lo sai che nel frattempo ne son successe di cose ma dimmi dimmi e lo sai questo e quello STOP!


mi sono avviato verso il molo. la brezza portava con se il sapore del mare. in giro quasi nessuno. perfetto. sarei scivolato nella notte fino alla darsena per infilarmi in un qualunque bar a farmi un paio di bicchieri. manco da un bel po’ e camminando mi rendo conto che locali aperti a quest’ora di notte ce ne sono sempre meno - e buona parte di quelli aperti sono frequentati da fighetti figli di papa’ con il macchinone parcheggiato sul marciapiede davanti che fa piu’ “in” e poi tanto la multa la paga qualcun’altro...


ma sto divagando. torniamo ai testimoni di geova. allora... mi infilo in un bar e ci trovo una amica. beviamo un po’. parliamo un po’. il bar sta chiudendo prendiamo una bottiglia e ci avviamo verso casa sua. DRIIIIIN DRIIIIIN DRIIIIIN DRIIIIIN DRIIIIIN dove cazzo sono? che succede? DRIIIIIN DRIIIIIN DRIIIIIN vai tu ad aprire? non e’ la mia casa non so magari le rompe il cazzo farsi vedere con me. e poi non sono un bello spettacolo dopo una bevuta cosi’. sono in bagno vacci tu no problem senti che cazzo vogliono DRIIIIIN DRIIIIIN DRIIIIIN DRIIIIIN DRIIIIIN arrivo un attimo un’occhio alla sveglia e’ quasi mezzogiorno quanto cazzo ho bevuto mi tiro su i calzoni infilo la canottiera e vado alla porta DRIIIIIN DRIIIIIN DRIIIIIN apro. BANG! buongiorno. bello impettito giacca cravatta e tutto il resto con il suo librettino in mano. sorride. buongiorno. testimoni di geova. volevamo parlarle. fermo fratello. ho un doposbronza che non mi capitava da tempo. non riesco a parlare. e tu mi rompi il cazzo suonando come un ossesso. manco la polizia. anche loro hanno piu’ rispetto. ma non ti e’ balenata nella tua testolina di cazzo l’idea che non ci fosse nessuno o che non volessimo aprire questa cazzo di porta. magari potevi pensare che c’e’ qualcuno a letto o al cesso a cagare. dopo due volte che suoni e non ti apre nessuno vattene cazzo. e invece tu no impettito col tuo libriccino in mano continui imperterrito a suonare. REWIND. in realta’ non gli ho detto niente di tutto cio’. tutto questo l’ho solo pensato mentre lo guardavo dalla porta semiaperta.


buongiorno. sorride. lo guardo. testimoni di geova. volevamo parlarle. scorgo uno come lui due passi indietro. possiamo? ha un minuto. lo guardo. mi schiarisco la gola. sparo uno scaracchio per strada. lo guardo. vaffanculo. e’ l’unica cosa sensata che mi viene da dire. continua a sorridere. chiudo la porta e me ne torno sul divano. odio i testimoni di geova.


chi era? testimoni di geova. e che gli hai detto? niente l’ho mandato affanculo. ah ok. che ti va di fare? se non ti spiace dormo ancora un po’. fai con comodo non vado da nessuna parte. le alka seltzer sono nel mobiletto in bagno. bene. credo me ne faro’ un paio. entro in bagno. c’e’ ancora un leggero puzzo di merda. quando caghiamo siamo tutti uguali. puo’ puzzare di piu’ o di meno ma la merda puzza. sia che cago io sia che caghi belen rodriguez. me la immagino sulla tazza alle prese con un pezzo di merda che non vuole uscire. l’immagine mi piace. butto le alka seltzer nell’acqua. tiro giu’. me ne torno a dormire. odio i testimoni di geova.

Thursday, April 29, 2010

WHY

mi chiedi perche’

e non riesco a rispondere


mi chiedi perche’

e non voglio rispondere


mi chiedi perche’

e non ho voglia di parlare


mi chiedi perche’

mentre sto uscendo


dalla mia vita

FUCK

non riesco

a buttar giu’ un’altra frittella


non mangiamo

da giorni


vino

e’ tutto quello che abbiamo


scopiamo

e’ tutto quello che possiamo fare


non riesco

a buttar giu’ un’altra frittella


scopiamo

beviamo


vino

e un po’ di tabacco

NIGHT TRAIN EXPRESS

con cinque dollari

potrei berne fino morire

sono sul treno

l’espresso della notte

sono sul treno

cercando di non affogare

attraverso oceani

in solitudine


SEXI

il grasso copriva

l’elastico delle sue mutandine

ubriaca

dormiva


ultima sigaretta

un bicchiere di vino

ubriaco

di lei

UNTITLED

rigo di saliva

delle notti ubriache

impregna la barba


puzza acida


tanfo acre

piscio e vomito

giu’ nel vicolo


scavalca la finestra


la testa mi scoppia lo stomaco non vuole saperne di stare fermo cocci nei polmoni fiamme la gola secca ho sete sete sete ancora sete


domani mi buttano fuori

godo la stanza per l’ultimo giorno

col mio ultimo boccione


di vino


chiudo gli occhi

accarezza la mia testa

solo


mi stendo sul letto


bevo e ancora fino a stordirmi in tasca ho in tutto venti centesimi neanche i soldi per l’autobus e bevo bevo bevo cammino


il profumo della notte

mi sveglia

lavoro in proprio


sto scomparendo


fresco mattino

panchine nel parco

la schiena e’ un coltello


piantato nel cuore


ancora questo penoso peregrinare ancora questo penoso peregrinare ancora questo penoso peregrinare ancora questo penoso peregrinare ancora questo penoso peregrinare

Wednesday, April 28, 2010

BISOGNA SEMPRE ESSERE UBRIACHI


Bisogna essere sempre ubriachi.

Tutto sta in questo: E' l'unico problema.

Per non sentire l'orribile fardello del tempo.

Del tempo che rompe le vostre spalle

e vi inclina verso la terra,

bisogna che vi ubriacate senza tregua.

Ma di che? di vino, di poesia o di virtù,

a piacer vostro. Ma ubriacatevi.

E se qualche volta sui gradini di un palazzo,

sull'erba verde di un fossato,

nella mesta solitudine della vostra camera,

vi risvegliate con l'ubriachezza già diminuita o scomparsa,

domandate al vento, all'onda alla stella all'uccello all'orologio,

a tutto ciò che fugge a tutto ciò che geme

a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta

a tutto ciò che parla, domandate che ora e';

Ed il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio vi risponderanno

"E' l'ora di ubriacarsi !"

Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, ubriacatevi;

Ubriacatevi senza smettere!

Di vino di poesia o di virtù, a piacer vostro.


Charles Baudelaire

DON'T TRY


Don't try, do. Because if you're spending your time trying something, you're not doing it..."DON'T TRY." (Linda Bukowski explaining the meaning...)

Tuesday, April 27, 2010

BOSTON, MASS.


venerdi'. giorno di paga. sono andato avanti per un settimana bevendo night train express e mangiando avanzi. stasera finalmente posso fumare bere mangiare a sazieta'. sono alla periferia di boston. fa freddo ma si sta molto meglio che a new york - o nel new jersey. lavo i piatti e faccio le pulizie in una mensa per 5 dollari l'ora che fa 50 dollari al giorno 250 la settimana. ho visto il cartello e mi sono fiondato dentro appena arrivato. dice che il tipo che lavorava li si e' licenziato e che hanno bisogno. mi hanno preso perche' ho accettato questa paga da fame ma non avevo alternative. lavoro da e solo mi faccio un culo come una cesta ma ho il vantaggio di non dover litigare per gli avanzi con nessuno. e ho accettato anche di peggio. nel new jersey - trenton - pulivo le stalle a 3 dollari l'ora e la merda non riesco ancora a mangiarla. mi ci sono fatto un rifugio per dormire con la merda di cavallo ma niente di piu'. una specie di casetta di cartone ricoperta di merda di cavallo mischiata a paglia - e poi ancora cartone sopra. si prendono le scatole e si schiacciano. si piantano tre paletti da un lato a distanza che ci stiano due scatole. tre paletti dall'altro lato sempre a distanza per poter coprire con due scatole. fatte le pareti si ricopre con l'impasto di merda e paglia e si copre con altro cartone. una incerata sopra ripara dall'acqua ed una fossetta tutta intorno evita di dormire nel fango se piove. con un po' di corda e quattro chiodi grossi si evita che il vento la porti via. va fatta in un posto riparato dove non ti vede nessuno. i campi non mancavano in quel cazzo di posto. aperta a sud - cazzo quella bussola in bagno d'olio che comprai da un russo per cinque euro non e' mai stata cosi' preziosa. lo zaino del lonesome traveller deve contenere obbligatoriamente una borraccia per l'acqua - dei fiammiferi di legno di quelli da cucina che si accendono ovunque - una bussola - delle candele - frutta secca a volonta' che non va a male e serve per i cali di zucchero ed i morsi della fame. la mia preferita: albicocche. ogni volta che andate a prendere un caffe' e c'e' dello zucchero in bustina - abbastanza raro da trovare in america - fatene sempre incetta. come avevo qualche soldo prima di tutto mi assicuravo di rifornire lo zaino. e' l'accorgimento che ti salva la vita. nei periodi grassi anche caffe' in polvere - latte in polvere - the. nella capanna di cartone merda e paglia con le candele si riesce anche a leggere prima di dormire. e se e' una bella serata con la testa fuori si vedono le stelle. puzza un po' ma ci si abitua. e tiene caldo di brutto. fino a che non mi hanno lasciato dormire nella stalla. che puzzava ancora di piu'. cazzo. devo muovermi verso ovest e se voglio sperare di trovare un passaggio ho bisogno di vestiti puliti e di qualche dollaro in tasca. e poi qui non e' cosi' male. con gli avanzi che arrivano in cucina riesco sempre a mangiare. fanno due-trecento coperti al giorno. dormo da una vecchietta che affitta camere ad ore e che mi ha dato una branda in una specie di sottoscala. 40 dollari la settimana e devo aiutarla a pulire i cessi e portare i rifiuti nei bidoni sul retro. ha voluto la prima settimana in anticipo e sono rimasto senza un centesimo. perlomeno non dormo in qualche rudere. non che abbia niente di prezioso con me ma i miei appunti non voglio rischiare di perderli. e poi al lavoro sono stati chiari. non e' il grand hotel ma ogni tanto una doccia me la devo fare. le docce dell'esercito della salvezza sono una palla e poi quando ti presenti ubriaco ti fanno due coglioni che neanche mia madre quando avevo sedici anni... adesso capisco perche' i barboni evitano quei posti il piu' a lungo possibile. non conosco nessuno oltre alle tipe che frequentano la casa - sono appena arrivato e non so dove andro' stasera. una ragazza che ogni tanto capita dalla signora con qualche camionista rimediato alla stazione di servizio dall'altra parte della strada mi ha parlato di un bar di ubriaconi non troppo lontano. vedremo. ho ancora una giornata di lavoro e devo anche muovermi che se arrivo in ritardo va a finire che mi cacciano. lunedi' mattina mi sono presentato con mezz'ora di anticipo e per il resto della settimana sono stato piu' o meno puntuale. succede cosi' quando ho poco da bere. finisco a dormire non scrivo una riga una e la mattina sono sempre in piedi prima delle sei. ieri sera ho scroccato un paio di sigarette ad un tipo che sembrava uscito da wall street e che era passato per un paio d'ore di piacere con una biondina russa - anna - che parla tre parole d'inglese e che ha il permesso di soggiorno scaduto. mastica un po' d'italiano perchè prima di arrivare in america via amsterdam ha lavorato in italia. militari e poveracci a trenta euro a botta sfruttata manco a dirlo da una banda di albanesi. ci ha messo tre anni per riavere il passaporto - e fatti due conti non doveva avere neanche diciotto anni. racconta ridendo che per un visto turistico si e' scopata mezzo consolato americano ad amsterdam. dicevo del tipo - ero in veranda con il mio night train e quando gli ho chiesto da fumare avra' pensato che fossi una specie di buttafuori e mi ha mollato tre paglie. e' buffo come in una settimana questo italiano ubriacone che passa il tempo a scarabocchiare un quaderno sia diventato una specie di eroe per le ragazze che bazzicano la casa. il loro virgilio che le guida in un inferno che di dantesco ha ben poco. troppo anche per paolo e francesca. ho con me una copia dei canti orfici e ogni tanto mentre si siedono per un goccio ed un po' di riposo racconto di dino campana - della sua storia d'amore con sibilla aleramo - del manicomio di san salvi. il posto e' tranquillo. la vecchietta ha sicuramente qualcuno che la protegge perche' non si vedono sbirri neanche a pagare oro. conosce bukowski e miller. ma preferisce anais nin. e come darle torto. pagherei oro per farmi raccontare la sua storia. o per farmi una bevuta con lei. ha una voce che sembra tom waits - scolpita nel marmo da jim bean e gitanes. ogni tanto passa una macchina della polizia ma per il momento non si e' fermato nessuno. io comunque con i documenti sono a posto per il momento - il permesso non e' ancora scaduto. il peggio che mi puo' capitare e' che sbattano la tipa in gattabuia e mi ritrovo a dormire in qualche rudere. boston e' un posto di fighette. conoscevo un po' di gente ma non ho voglia di vedere nessuno che mi ricordi la mia vita precedente. sono sparito e voglio restare sparito. l'ufficio postale non e' troppo lontano da casa e prima di andare al lavoro passo sempre a vedere se ci sono messaggi. lo devo ai miei figli e lo faccio ogni mattina. per il resto spero di uscire presto da questo posto. voglio andare a detroit. o a minneapolis. e da li devo trovare il modo per arrivare sulla costa ovest il piu' presto possibile. se riesco a non bermi tutta la paga nei fine settimana probabile che in un mesetto ce la faccio a levare le tende. chi cazzo me l'ha fatto fare di venire fin qua - sarei dovuto andare direttamente a detroit cazzo. mi sto infognando. mi andrebbe un goccetto ma non ho un cazzo da bere quindi non mi resta altro da fare che andare al lavoro. stasera andra' bene ne sono sicuro. all'inferno non si sta poi cosi' male. e sogno napa - il vino - le colline - arturo bandini - sacramento - il vecchio nick molise che si riprende dal coma diabetico e si scopa l'infermiera - zarlingo - cavallaro - antrilli - benedetti - la confratenita del chianti - il vecchio angelo musso. sto arrivando paesani - sto arrivando. tenetemi in fresco un boccione di quel chiaretto che regola il tempo della vostra vostra vita. e un po' di mozzarella. e buttero' baci al cielo con voi mentre ubriachi scenderemo lentamente nell'oblio pomeridiano che solo il vino riesce a dare. sto arrivando. cazzo. fischietto sometimes dei my bloody valentine mentre mi infilo i miei fidi doctor martens e mi avvio al lavoro. sono lontani i tempi del lost in translation ma finalmente ho smesso di provare - adesso lo sto facendo. mi senti vecchio hank? lo sto facendo. lo sto facendo. lo sto facendo. una lacrima scende piano e mi bagna la guancia. la fermo con la lingua e il gusto del sale mi riporta alla realta'. andra' bene dopotutto.

Monday, April 26, 2010

BACK FROM HELL


HANK IS BACK MUTHAS!!! SOON A LOT OF NEW STORIES ON LINE. DON'T TRY!!!