BOSTON, MASS.

venerdi'. giorno di paga. sono andato avanti per un settimana bevendo night train express e mangiando avanzi. stasera finalmente posso fumare bere mangiare a sazieta'. sono alla periferia di boston. fa freddo ma si sta molto meglio che a new york - o nel new jersey. lavo i piatti e faccio le pulizie in una mensa per 5 dollari l'ora che fa 50 dollari al giorno 250 la settimana. ho visto il cartello e mi sono fiondato dentro appena arrivato. dice che il tipo che lavorava li si e' licenziato e che hanno bisogno. mi hanno preso perche' ho accettato questa paga da fame ma non avevo alternative. lavoro da e solo mi faccio un culo come una cesta ma ho il vantaggio di non dover litigare per gli avanzi con nessuno. e ho accettato anche di peggio. nel new jersey - trenton - pulivo le stalle a 3 dollari l'ora e la merda non riesco ancora a mangiarla. mi ci sono fatto un rifugio per dormire con la merda di cavallo ma niente di piu'. una specie di casetta di cartone ricoperta di merda di cavallo mischiata a paglia - e poi ancora cartone sopra. si prendono le scatole e si schiacciano. si piantano tre paletti da un lato a distanza che ci stiano due scatole. tre paletti dall'altro lato sempre a distanza per poter coprire con due scatole. fatte le pareti si ricopre con l'impasto di merda e paglia e si copre con altro cartone. una incerata sopra ripara dall'acqua ed una fossetta tutta intorno evita di dormire nel fango se piove. con un po' di corda e quattro chiodi grossi si evita che il vento la porti via. va fatta in un posto riparato dove non ti vede nessuno. i campi non mancavano in quel cazzo di posto. aperta a sud - cazzo quella bussola in bagno d'olio che comprai da un russo per cinque euro non e' mai stata cosi' preziosa. lo zaino del lonesome traveller deve contenere obbligatoriamente una borraccia per l'acqua - dei fiammiferi di legno di quelli da cucina che si accendono ovunque - una bussola - delle candele - frutta secca a volonta' che non va a male e serve per i cali di zucchero ed i morsi della fame. la mia preferita: albicocche. ogni volta che andate a prendere un caffe' e c'e' dello zucchero in bustina - abbastanza raro da trovare in america - fatene sempre incetta. come avevo qualche soldo prima di tutto mi assicuravo di rifornire lo zaino. e' l'accorgimento che ti salva la vita. nei periodi grassi anche caffe' in polvere - latte in polvere - the. nella capanna di cartone merda e paglia con le candele si riesce anche a leggere prima di dormire. e se e' una bella serata con la testa fuori si vedono le stelle. puzza un po' ma ci si abitua. e tiene caldo di brutto. fino a che non mi hanno lasciato dormire nella stalla. che puzzava ancora di piu'. cazzo. devo muovermi verso ovest e se voglio sperare di trovare un passaggio ho bisogno di vestiti puliti e di qualche dollaro in tasca. e poi qui non e' cosi' male. con gli avanzi che arrivano in cucina riesco sempre a mangiare. fanno due-trecento coperti al giorno. dormo da una vecchietta che affitta camere ad ore e che mi ha dato una branda in una specie di sottoscala. 40 dollari la settimana e devo aiutarla a pulire i cessi e portare i rifiuti nei bidoni sul retro. ha voluto la prima settimana in anticipo e sono rimasto senza un centesimo. perlomeno non dormo in qualche rudere. non che abbia niente di prezioso con me ma i miei appunti non voglio rischiare di perderli. e poi al lavoro sono stati chiari. non e' il grand hotel ma ogni tanto una doccia me la devo fare. le docce dell'esercito della salvezza sono una palla e poi quando ti presenti ubriaco ti fanno due coglioni che neanche mia madre quando avevo sedici anni... adesso capisco perche' i barboni evitano quei posti il piu' a lungo possibile. non conosco nessuno oltre alle tipe che frequentano la casa - sono appena arrivato e non so dove andro' stasera. una ragazza che ogni tanto capita dalla signora con qualche camionista rimediato alla stazione di servizio dall'altra parte della strada mi ha parlato di un bar di ubriaconi non troppo lontano. vedremo. ho ancora una giornata di lavoro e devo anche muovermi che se arrivo in ritardo va a finire che mi cacciano. lunedi' mattina mi sono presentato con mezz'ora di anticipo e per il resto della settimana sono stato piu' o meno puntuale. succede cosi' quando ho poco da bere. finisco a dormire non scrivo una riga una e la mattina sono sempre in piedi prima delle sei. ieri sera ho scroccato un paio di sigarette ad un tipo che sembrava uscito da wall street e che era passato per un paio d'ore di piacere con una biondina russa - anna - che parla tre parole d'inglese e che ha il permesso di soggiorno scaduto. mastica un po' d'italiano perchè prima di arrivare in america via amsterdam ha lavorato in italia. militari e poveracci a trenta euro a botta sfruttata manco a dirlo da una banda di albanesi. ci ha messo tre anni per riavere il passaporto - e fatti due conti non doveva avere neanche diciotto anni. racconta ridendo che per un visto turistico si e' scopata mezzo consolato americano ad amsterdam. dicevo del tipo - ero in veranda con il mio night train e quando gli ho chiesto da fumare avra' pensato che fossi una specie di buttafuori e mi ha mollato tre paglie. e' buffo come in una settimana questo italiano ubriacone che passa il tempo a scarabocchiare un quaderno sia diventato una specie di eroe per le ragazze che bazzicano la casa. il loro virgilio che le guida in un inferno che di dantesco ha ben poco. troppo anche per paolo e francesca. ho con me una copia dei canti orfici e ogni tanto mentre si siedono per un goccio ed un po' di riposo racconto di dino campana - della sua storia d'amore con sibilla aleramo - del manicomio di san salvi. il posto e' tranquillo. la vecchietta ha sicuramente qualcuno che la protegge perche' non si vedono sbirri neanche a pagare oro. conosce bukowski e miller. ma preferisce anais nin. e come darle torto. pagherei oro per farmi raccontare la sua storia. o per farmi una bevuta con lei. ha una voce che sembra tom waits - scolpita nel marmo da jim bean e gitanes. ogni tanto passa una macchina della polizia ma per il momento non si e' fermato nessuno. io comunque con i documenti sono a posto per il momento - il permesso non e' ancora scaduto. il peggio che mi puo' capitare e' che sbattano la tipa in gattabuia e mi ritrovo a dormire in qualche rudere. boston e' un posto di fighette. conoscevo un po' di gente ma non ho voglia di vedere nessuno che mi ricordi la mia vita precedente. sono sparito e voglio restare sparito. l'ufficio postale non e' troppo lontano da casa e prima di andare al lavoro passo sempre a vedere se ci sono messaggi. lo devo ai miei figli e lo faccio ogni mattina. per il resto spero di uscire presto da questo posto. voglio andare a detroit. o a minneapolis. e da li devo trovare il modo per arrivare sulla costa ovest il piu' presto possibile. se riesco a non bermi tutta la paga nei fine settimana probabile che in un mesetto ce la faccio a levare le tende. chi cazzo me l'ha fatto fare di venire fin qua - sarei dovuto andare direttamente a detroit cazzo. mi sto infognando. mi andrebbe un goccetto ma non ho un cazzo da bere quindi non mi resta altro da fare che andare al lavoro. stasera andra' bene ne sono sicuro. all'inferno non si sta poi cosi' male. e sogno napa - il vino - le colline - arturo bandini - sacramento - il vecchio nick molise che si riprende dal coma diabetico e si scopa l'infermiera - zarlingo - cavallaro - antrilli - benedetti - la confratenita del chianti - il vecchio angelo musso. sto arrivando paesani - sto arrivando. tenetemi in fresco un boccione di quel chiaretto che regola il tempo della vostra vostra vita. e un po' di mozzarella. e buttero' baci al cielo con voi mentre ubriachi scenderemo lentamente nell'oblio pomeridiano che solo il vino riesce a dare. sto arrivando. cazzo. fischietto sometimes dei my bloody valentine mentre mi infilo i miei fidi doctor martens e mi avvio al lavoro. sono lontani i tempi del lost in translation ma finalmente ho smesso di provare - adesso lo sto facendo. mi senti vecchio hank? lo sto facendo. lo sto facendo. lo sto facendo. una lacrima scende piano e mi bagna la guancia. la fermo con la lingua e il gusto del sale mi riporta alla realta'. andra' bene dopotutto.


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